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“Nonostante tutti i problemi che abbiamo affrontato, la Russia era e rimane una potenza nucleare, ma nessuno ci ha ascoltato. Ci ascolterete adesso”, ha dichiarato nel suo annuale speech alle Camere riunite il presidente russo, Vladimir Putin, dopo aver mostrato con una serie di video di presentazione tutte le armi più moderne realizzate dalla Russia, tra cui un missile che – tecnicamente, e teoricamente – potrebbe superare lo scudo missilistico Nato (disposto tra Europa e Stati Uniti) rendendolo “inutile”. Un avanzamento tecnologico di riguardo, almeno sulla base di quello che il capo del Cremlino ha annunciato.

Putin lo ha descritto come “un missile da crociera a bassa quota, difficile da individuare, con un carico nucleare utile (ossia, potenzialmente devastante, ndr), con una portata praticamente illimitata e una traiettoria di volo imprevedibile, che può bypassare le linee di intercettazione ed è invincibile di fronte a tutti i sistemi esistenti e futuri di difesa missilistica e difesa aerea”.

Un’uscita minacciosa che serve al presidente per consolidare la sua posizione di uomo-forte-al-comando in vista delle elezioni, evocando lo spettro del nemico costante Occidente – utile per spingere le linee populiste e nazionaliste che lo ancorano al potere – edulcorando le dichiarazioni con l’annuncio di un concorso indetto dal ministero della Difesa per trovare un nome alla super-arma strategica russa (“Nessuno al mondo ha qualcosa del genere”, s’è anche vantato); e abbinando la linea offensiva con l’atteggiamento vittimistico di chi è costretto ad attaccare per difendersi (anche questo in linea con il personaggio). Per esempio, ha spiegato che lo sviluppo del nuovo missile e di altre armi mostrate durante il suo discorso s’è reso necessario perché gli Stati Uniti hanno riavviato “la corsa agli armamenti” e sono venuti meno ad alcuni trattati internazionali.

“Lungo l’intero perimetro dei confini della Russia, è stato creato un campo di radar continuo per il sistema di allerta preventiva. Dopo il crollo dell’Urss c’erano enormi buchi, ma ora sono stati tutti restaurati”, ha aggiunto Putin. Il senso profondo dietro a queste dichiarazioni è nel messaggio del suo intervento: l’Occidente ha l’obbligo di ascoltare la Russia, che è e rimarrà una potenza nucleare, interessata sì a collaborare, ma comunque non intenzionata a subire tentativi di contenimento militare ed economico.

“Abbiamo detto diverse volte ai nostri partner che avremmo preso delle misure in risposta al dislocamento dei sistemi antimissili americani”, ha detto Putin, criticando il rafforzamento della Nato lungo il fronte orientale (più che altro l’Alleanza ha costruito i presupposti per dimostrare le sue capacità d’intervento rapido e risposta collegiale, mentre lungo quella fascia i russi hanno spostato reparti e mezzi). Ora, dice Putin, “spero che prevalga il buon senso e i nostri partner facciano una scelta a favore di una onesta ed equa collaborazione”: insomma, sembra che abbia mostrato le armi per spaventare gli interlocutori (ma, si ripete, in questa postura aggressiva ha anche molto peso la campagna elettorale: Putin cerca nelle votazioni il consenso, ossia cerca una partecipazione e un’affluenza che possa consolidare la sua posizione).

“L’enfasi posta dal presidente Putin su una forte Russia che modernizza il suo arsenale nucleare è un riflesso di dichiarazioni simili uscite negli ultimi mesi dalla bocca del suo omologo statunitense Donald Trump”, ha spiegato Jonathan Marcus, il corrispondente diplomatico della BBC, che si è chiesto quanto c’è di vero dietro a queste dichiarazioni. Nelle sue osservazioni, spiega Marcus, Putin ha sottolineato lo sviluppo di due nuovi sistemi di consegna nucleare, che, ha detto, potrebbero eludere le difese missilistiche anti-balistiche statunitensi: “Questo essenzialmente perché nessuno di loro è un missile balistico, che viene sparato dall’atmosfera in una traiettoria ad arco alto”. Da tempo, comunque, si dice che un vettore balistico sia in fase di sviluppo, e dopo l’annuncio di questi nuovi progressi tecnologici pare uno scenario più credibile.

Il sistema descritto da Putin come missile da crociera, sembra essere invece più di un lavoro in corso e potrebbe essere una sorta di sistema “ipersonico” ad altissima velocità, in grado comunque di eludere effettivamente le difese antimissile esistenti. Anche la Cina, così come gli Stati Uniti, stanno lavorando su sistemi simili.