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Arrivano i primi risultati della missione Futura. Al Centro di addestramento degli astronauti europei (Eac) di Colonia si è tenuto un incontro tra i responsabili  di Asi ed Esa per fare il punto sugli esperimenti condotti da Samantha Cristoforetti durante i suoi 200 giorni di permanenza sulla Stazione Spaziale Internazionale. Il programma scientifico ha toccato diverse aree di ricerca e contava otto esperimenti: quattro  hanno avuto come soggetto, oltre che come operatore, la stessa Cristoforetti: Bone Muscle Check (che ha visto la partecipazione dell’astronauta americano Butch Wilmore) Blind & Imagined, Wearable Monitoring e Drain Brain. A questi si aggiungono i due  di biologia cellulare Nanoparticles and Osteoporosis e Cell Space and Expression che grazie all’accordo di collaborazione con Esa hanno usufruito dell’utilizzo dell’incubatore europeo di bordo, Kubik.
A Colonia, Asi  e lo staff medico e di personal training di Samantha Cristoforetti hanno discusso anche l’esperimento Orthostatic Tolerance, la cui effettuazione a bordo è stata rinviata per esaminare più a fondo gli impatti del protocollo scientifico sul programma di contromisure alla riduzione della massa muscolare e ossea dell’astronauta. Le informazioni scambiate tra Asi ed Esa consentiranno di adeguare il protocollo dell’esperimento alle esigenza mediche, permettendone in futuro la realizzazione.
Hanno completato il quadro, le operazioni eseguite sul payload Viable, a bordo dal 2011 per un esperimento sulla contaminazione microbiologica e quelle del dimostratore tecnologico ISSpresso, che ha avuto anche il merito scientifico di permettere la dimostrazione della Space Cup, un speciale tazza in grado di contenere i liquidi all’interno in assenza di peso, sviluppata dalla Nasa. L’ultimo dei payload programmati per Futura era  POP-3D, una stampante per la realizzazione di oggetti a tre dimensioni in assenza di peso. Le ore di lavoro complessive  sono state 35 per  52 giorni per un totale di 26 sessioni sperimentali. Alle operazioni a bordo si aggiungono le 18 sessioni di raccolta dati a terra prima e dopo il volo. Ultimo esperimento analizzato al Johnson Space Center di Houston, dalla Nasa, l’ultima BDC di Blind & Imagine.
I dati prodotti da ciascun esperimento nel corso della missione sono stati consegnati ai rispettivi ricercatori nella forma di campioni biologici congelati, come per Bone Muscle Check, Nanoparticles and Osteoporosis e Cell Space and Expression, di file dati e video trasmessi a terra dalla ISS, come nel caso di Blind & Imagined, Wearable Monitoring e Drain Brain e ISS presso, o di file di immagini, come nel caso di Viable. Il Centro Asi per il controllo delle operazioni gestito da Kayser a Livorno ha ricevuto più di 50 gigabyte di dati, subito distribuiti al team scientifico e archiviati per le analisi future. Alle base del bilancio largamente positivo della missione, oltre all’eccezionale prestazione dell’astronauta italiana, ci sono stati l’ottima collaborazione operativa tra Asi ed Esa, che si è tradotta in uno stretto coordinamento lungo tutta la durata della missione e il tradizionale e consolidato rapporto di co-operazione tra Asi e Nasa sull’utilizzazione della Stazione Spaziale.