Nespoli a Mattarella: “Quassù rappresentiamo il genere umano”

Di Michela Della Maggesa

E’ terminata da pochissimo l’in-flight call tra il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e l’astronauta dell’Agenzia spaziale europea (Esa), Paolo Nespoli, al momento impegnato nella missione VITA (acronimo per Vitalità, Innovazione, Tecnologia e Abilità), a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Tante le domande rivolte all’astronauta italiano dal Presidente Mattarella, che ha tuttavia premesso di “non voler togliere troppo tempo agli importanti esperimenti scientifici”, che Nespoli sta portando avanti sulla ISS.

“Andare nello spazio è un sogno per tanti ragazzi, per lei è la terza volta,  qual è la differenza con le precedenti missioni?”. Ha chiesto il Presidente, subito dopo aver dato il buongiorno all’astronauta italiano, anche se – ha detto – “lei vede l’alba ogni ora e mezzo”. “Da ragazzo anche io – ha risposto un Nespoli davvero emozionato per questa diretta -, guardando gli altri, sognavo di diventare astronauta e di andare nello spazio. Ci sono riuscito per tre volte, grazie all’Agenzia spaziale italiana e a quella europea”. “Partecipare ad una missione umana nello spazio è stato il coronamento di un sogno”. Ha aggiunto, spiegando come la terza missione si differenzi dalle precedenti per l’utilizzo della Stazione Spaziale, prima limitato dalla sua progressiva costruzione. “Sulla ISS – ha detto Nespoli – si possono fare cose che a Terra non è possibile fare. L’avamposto spaziale ci permette di capire come funziona la vita nel nostro pianeta e anche come andrà il futuro”.

“Sono tante – ha detto Mattarella – le persone che lavorano nello spazio, in Italia e fuori. Gli equipaggi sono internazionali e lavorano assieme in pieno spirito di collaborazione, siete un bell’esempio”. “A questo proposito mi piace ricordare – ha detto Nespoli – che l’astronauta non andrebbe nello spazio senza avere dietro le Agenzie, i centri di ricerca e tutte le persone che controllano e preparano. Noi ogni giorno eseguiamo la lista degli esperimenti che ci vengono assegnati. Siamo un team internazionale, fatto di persone che a terra spesso non hanno la possibilità di lavorare assieme”. “Quassù – ha aggiunto – rappresentiamo il genere umano e assieme possiamo lavorare per arrivare dove da soli altrimenti non si potrebbe”.

Il Presidente della Repubblica ha definito di grande importanza questo particolare aspetto, un vero e proprio “inno allo spazio”. La Stazione Spaziale, ha ricordato Mattarella, rappresenta il centro del mondo, anche per il livello di esperimenti che vi si conducono. “Alcuni risultati sono già stati prodotti, altri si stanno producendo, a che punto siete?”. Ha chiesto il Presidente. “La sperimentazione non è facile, lavoriamo a 360°. Bisogna capire dove ha senso andare e dove invece smettere di investigare. Sulla ISS riusciamo a fare tantissime cose, a tirare fuori piccoli tasselli di conoscenza da trasmettere a terra. I risultati vengono utilizzati in continuazione. Anche noi astronauti, assieme alle Agenzie, siamo parte di un tutto”.

Il Presidente della Repubblica, dopo aver sottolineato più volte l’importanza dell’attività scientifica condotta sulla Stazione, ha quindi chiesto a Paolo Nespoli di illustrargli i ritmi di una giornata tipo. “Noi siamo in sei in un piccolo spazio e rappresentiamo la forza lavoro – ha detto Nespoli al riguardo -. I centri di controllo a terra ci preparano la giornata, che solitamente, da un punto di vista lavorativo, inizia alle 7,30 e va fino alle 19,30. Dopo abbiamo un paio d’ore per l’esercizio fisico (muscoli e scheletro vanno tenuti attivi), per parlare con i nostri familiari, scattare foto e “socializzare”, in modo da portare nello spazio il maggior numero di persone possibili”.  La parte educativa di questa missione scientifica – ha sottolineato Nespoli – è molto importante. Personalmente mi sento realizzato come astronauta non quassù, ma quando vado a parlare nelle scuole con i ragazzi. Quando parlo loro di spazio, scienza e tecnologia, vedo i loro occhi brillare. Questo è un mestiere che possono fare tutti e questa missione sintetizza cosa significa andare nello spazio: allargare le nostre conoscenze e vivere meglio”.

Mattarella ha infine chiesto all’astronauta di scattare una foto dell’Italia dalla ISS per metterla al Quirinale e di portargliela personalmente al ritorno. “Passiamo spesso sopra l’Italia – ha detto Nespoli, che ha accolto con entusiasmo la richiesta del Presidente – e devo dire che è davvero bella. Siamo un concentrato geografico meraviglioso e sarà per me un onore portargliela assieme alla bandiera per parlare ancora con lei di scienza, innovazione e capacità, che nello spazio si possono esprimere anche a 60 anni!”. “Vedere il Tricolore fluttuare nella Stazione Spaziale Internazionale – ha detto il Presidente nel congedarsi e nell’augurare buon lavoro all’astronauta italiano e ai suoi colleghi – è emozionante. Sottolinea il ruolo di assoluto livello che l’Italia ha sempre avuto nella scienza e nell’innovazione”.