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CST-100 Starliner: ecco il nome del veicolo spaziale per il trasporto di persone attualmente in fase di sviluppo da parte della compagnia commerciale Boeing. Al cuore del progetto la capacità di volo automatico e un’affidabilità operativa che permetta di trasportare frequentemente astronauti della Nasa sulla Stazione spaziale internazionale. Oltre a questo, CST-100 sarà anche in grado di trasportare clienti paganti nell’orbita terrestre bassa, per sperimentare la sensazione unica di una gravità ridotta.
L’anno scorso Boeing e SpaceX si sono aggiudicate due contratti della Nasa finalizzati allo sviluppo di veicoli per il trasporto di astronauti. Il CST-100 sarà assemblato e preparato al lancio in seno al programma Commercial crew e cargo processing facility (C3PF).
La sede delle operazioni è il Centro spaziale Kennedy, in Florida, un’infrastruttura che la Nasa utilizza da 20 anni come hangar per lo sviluppo e il test di veicoli. Il prototipo sarà sottoposto a un ciclo di verifiche che culmineranno nel 2017, quando sarà simulato l’annullamento di un lancio. Questo permetterà di capire se il modello sia in grado di compiere la sua missione in sicurezza. Secondo John Elbon, vice presidente e general manager del settore spaziale di Boeing, “siamo all’alba di una nuova era commerciale nel campo dello spazio”.
L’obiettivo di Commercial crew è ristabilire la capacità degli Stati Uniti di inviare i propri astronauti sulla Stazione spaziale senza ricorrere alla tecnologia della Russia. Charles Bolden, dirigente della Nasa, sottolinea infatti che il programma “è una componente essenziale del più vasto progetto di inviare astronauti su Marte. 350 compagnie in 35 Stati federali lavorano a questo obiettivo: è un investimento imponente per rendere il nostro Paese di nuovo indipendente nel lancio dei propri uomini nello spazio”.
Nei termini dei contratti stipulati con la Nasa, tanto Boeing quanto SpaceX hanno accettato di sottoporre i rispettivi veicoli a una missione orbitale senza equipaggio a bordo. Successivamente, le due compagnie effettueranno un test di lancio, che coinvolgerà astronauti, per verificare la capacità delle navicelle di ospitare esseri umani in sicurezza. Solo allora i veicoli riceverebbero l’autorizzazione a svolgere missioni operative e a trasportare un equipaggio intero sulla Stazione spaziale per svolgere operazioni di ricerca.