Onde gravitazionali e buchi neri, c’è la prova

Di Michela Della Maggesa

Le onde gravitazionali previste da Einstein un secolo fa sono state scoperte. A rilevarle le antenne dello strumento LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), che hanno intercettato un segnale generato dalla collisione tra due buchi neri avvenuta un miliardo di anni fa. Ad analizzare il segnale tra Usa e Europa le collaborazioni internazionali LIGO e VIRGO, a cui tramite l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) partecipa anche l’Italia. L’annuncio è stato dato oggi da Cascina (Pisa), dove si trova lo strumento VIRGO e dagli Usa, mentre la scoperta è stata pubblicata online sulla rivista Physical Review Letters e sul sito ArXiv. “E’ la prima rilevazione diretta delle onde gravitazionali, che apre un nuovo capitolo dell’astronomia”, ha detto all’Ansa il coordinatore della collaborazione scientifica Virgo, Fulvio Ricci.
Il risultato conferma l’esistenza delle onde gravitazionali e costituisce la prima prova diretta dell’esistenza dei buchi neri. “Abbiamo osservato il primo evento in assoluto nel quale una collisione non produce dati osservabili, se non attraverso le onde gravitazionali”, ha detto all’Ansa Fulvio Ricci. “Tutto è durato una frazione di secondo, ma l’energia emessa è stata enorme, pari a 3 masse solari”. Il primo segnale riguardo le  onde gravitazionali è stato rilevato da LIGO il 14 settembre 2015 alle 10,50, all’interno di una finestra di appena 10 millisecondi. Il segnale è stato intercettato in Europa, dall’italiano Marco Drago, ad Hannover, nel centro di calcolo dove arrivano i dati. “E’ stato un evento piuttosto intenso e particolarmente interessante – riporta l’Ansa – perché nella prima parte era una sorta di funzione oscillante, che aumentava progressivamente di frequenza e ampiezza, fino a raggiungere un picco per poi decrescere progressivamente fino a spegnersi”.