Torna in Parlamento il dossier sui droni di Piaggio Aerospace

Di michele

Le commissione Difesa di Camera e Senato tornano a discutere del programma d’acquisto dei droni militari di Piaggio Aerospace. Nei mesi di incertezza sul dossier, l’azienda ligure ha intanto ottenuto l’accesso alla procedura di amministrazione straordinaria, affidata dal Mise alle mani dell’avvocato Vincenzo Nicastro, sorteggiato per gestire le sorti dei 1.200 dipendenti di Villanova d’Albenga, da tempo preoccupati sul futuro della società di proprietà, dal 2015, del fondo emiratino Mubadala.

L’INCONTRO AL MISE

In attesa dell’avvio dei lavori nelle commissioni parlamentari, da Piaggio Aerospace è arrivata “soddisfazione per la decisione del governo di voler concludere lo sviluppo del sistema a pilotaggio remoto P.1HH”, il predecessore del P.2HH, comunicata oggi dal Mise alla presenza dello stesso Nicastro, delle istituzioni locali e delle rappresentanze sindacali. Stessa soddisfazione è arrivata per “la concreta prospettiva di future commesse governative”, ha aggiunto il commissario straordinario, ammettendo che “c’è ancora tanto lavoro da fare anche per quanto riguarda l’acquisizione di nuove commesse per l’aereo civile P.180 Avanti Evo, sia sul mercato, sia attraverso un riammodernamento di buona parte della flotta istituzionale italiana”.

L’AUDIZIONE

Per il P.2HH, è prevista per giovedì prossimo, 28 febbraio, l’audizione informale di fronte alle commissioni Difesa riunite di Camera e Senato del sottosegretario di Stato al Mise Davide Crippa. Sarà lui a riferire circa le intenzioni del governo sullo Schema di decreto ministeriale per l’acquisizione, comprensiva del relativo sostegno logistico, degli aeromobili a pilotaggio remoto prodotti da Piaggio Aerospace insieme a Leonardo. L’ultima audizione sul tema risale allo scorso novembre, quando fu ascoltato l’ad Renato Vaghi pochi giorni prima che il consiglio di amministrazione presentasse al Mise istanza per accedere alla cosiddetta Legge Marzano. Ha espresso apprezzamento per la nuova audizione il capogruppo di Forza Italia in commissione Difesa di Montecitorio Maria Tripodi, che la scorsa settimana aveva nuovamente chiesto conto dei piani del governo al ministro Elisabetta Trenta. “È positivo – ha commentato la deputata – che il governo con il sottosegretario allo Sviluppo economico abbia posto l’attenzione dovuta a un settore strategico per la sicurezza e il potenziamento del Sistema Paese”.

IL PROGRAMMA

Il programma proposto dal governo (e presentato al Parlamento lo scorso febbraio) vale 766 milioni di euro e prevede l’acquisizione di dieci sistemi (ciascuno costituito da due velivoli, una stazione di comando e controllo e il relativo supporto logistico integrato) fino al 2032. A settembre, il programma aveva ricevuto l’endorsement del ministro Trenta, che rispondendo a un’interrogazione al Senato affermava “la piena approvazione” della Difesa. In particolare, i P.2HH sono aeromobili a pilotaggio remoto della categoria Male (Medium altitude long endurance), destinati a potenziare le capacità di intelligence, sorveglianza e riconoscimento delle Forze armate italiane. Per la loro realizzazione si prevede una collaborazione tra Piaggio e Leonardo, “molto più coesiva e stretta rispetto a quella sviluppata sul P.1HH”, spiegava a novembre Vaghi. Per il successore, le due aziende potrebbero sviluppare “un raggruppamento temporaneo d’impresa o una joint venture leggera ed efficace”.

LE TEMPISTICHE E LE AZIENDE COINVOLTE

Nel caso di una rapida partenza del programma, notava Renato Vaghi a novembre, si potrebbe prevedere la prima disponibilità della macchina certificata tra il 2022 e il 2023, per tempi di sviluppo di “48/50 mesi”. Per Piaggio Aerospace e Leonardo, sono rispettivamente coinvolti gli stabilimenti di Villanova d’Albenga (per la produzione dei velivoli) e quelli di Ronchi dei Legionari (per la produzione dei sistemi di comando e controllo). Partecipano anche altre aziende italiane, tra cui Umbra Group, OMA e Magnaghi Aeronautica. Il ritorno di lavoro sarebbe quantificabile in un’occupazione di oltre 400 persone medie dirette all’anno, che arriverebbero a 1.300 considerando anche l’intera filiera produttiva.

L’EFFETTO DEL PROGRAMMA

Anche prima dell’accesso all’amministrazione straordinaria, non era un segreto che il programma P.2HH fosse al centro del piano per il rilancio di Piaggio Aerospace. A più riprese, Vaghi aveva notato come il progetto sui droni fosse “elemento importante” del piano industriale presentato alla fine del 2017. Tra l’altro, spiegava l’ex ad, l’incertezza sui piani italiani per il drone aveva determinato anche il ritardo nella pubblicazione del bilancio relativo al 2017.