Parte dalla Spagna la sorveglianza europea dello spazio

Di Michela Della Maggesa

L’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha assegnato ad Indra i contratti per l’installazione in Spagna del sistema S3T di monitoraggio e sorveglianza degli oggetti in orbite terrestri a bassa altezza, per un valore di circa 17 milioni di euro. Il sistema renderà la Spagna uno dei pochi Paesi al mondo ad avere questa capacità e contribuirà a dotare l’Europa di autonomia per garantire la sicurezza dei satelliti e delle missioni spaziali. Nell’ambito del programma, Indra si occuperà dello sviluppo e della fornitura dell’innovativo radar di sorveglianza. Inoltre, coordinerà l’installazione e l’integrazione del centro di operazioni e dei sensori radar ed elettro-ottici per la raccolta delle informazioni complementari.

Il radar di sorveglianza coprirà le orbite tra i 200 e i 2.000 chilometri sopra la Terra, dove si trovano la maggior parte dei residui e dei satelliti da proteggere. Lo sviluppo del sistema rappresenta un’importante sfida tecnologica a causa delle grandi dimensioni e dell’elevato numero di oggetti da rilevare simultaneamente. La progettazione scalabile potrà rendere il sistema – nelle successive fasi dell’investimento – il radar più potente mai progettato in Europa.

Il nuovo sistema S3T offrirà un catalogo di oggetti in orbita intorno alla Terra, che consentirà di avere un servizio di alert sulla collisione tra questi oggetti e i satelliti e le infrastrutture spaziali come la Stazione Spaziale Internazionale. Inoltre, offrirà: un servizio di avviso di rientro degli oggetti sulla Terra, con dettaglio del tempo e luogo dell’impatto, così come un servizio di frammentazione, che rileverà la presenza di nuovi materiali e identificherà l’oggetto di provenienza. Con la messa in funzione del sistema, la Spagna sarà uno dei pochi paesi in grado di fornire tali servizi alla Commissione europea, che baserà il monitoraggio degli oggetti spaziali sulle infrastrutture degli Stati membri. Per la sua importanza, questo servizio si aggiunge alle altre iniziative chiave promosse dalla Commissione, Copernicus e Galileo.

In questo momento, le missioni e i lanci dei satelliti nello spazio dipendono da una preventiva consultazione dei database del sistema di monitoraggio spaziale degli Stati Uniti, l’unico al mondo che offre questo servizio. Si stima che oltre 70.000 oggetti orbitino senza controllo intorno alla Terra. Ciò rappresenta un grande rischio per le attuali infrastrutture dei sistemi di comunicazione, per i sistemi di posizionamento e per la sicurezza della Stazione Spaziale Internazionale.