Perfetti: “A rischio investimenti di MBDA Italia senza programmazione certa”

Di Michela Della Maggesa

Ordini record per 5,2 miliardi di euro (4,1 nel 2014) e un livello di ordini export pari a 3,6 miliardi di euro. Questi alcuni dei risultati della joint venture missilistica MBDA (37,5% Airbus Group, 37,5% BAE Systems, 25% Finmeccanica), illustrati oggi a Roma dal numero uno del gruppo Antoine Bouvier e dal responsabile di MBDA Italia, Antonio Perfetti. A trainare i brillanti risultati i contratti per l’equipaggiamento dei Rafale e le FREMM firmati con Egitto e Qatar. Con un “book-to-bill” nettamente superiore a 1 per il terzo anno consecutivo, MBDA ha rafforzato il portafoglio ordini, raggiungendo i 15,1 miliardi al 31 dicembre scorso e  assicurandosi pertanto cinque anni di attività. “Il 2015 è stato un anno eccellente – ha detto Bouvier – e ci aspettiamo ottime performance anche per il 2016 in termini di ordini, ricavi e redditività. Inoltre abbiamo incrementato il livello degli investimenti e consolidato le nostre relazione con i nostri partner. Italia compresa”. Il focus del gruppo rimane il mercato export, che ha permesso a MBDA di tornare a crescere dopo un periodo di flessione dovuto alla riduzione dei budget domestici per la difesa. “Questo – ha aggiunto Bouvier – ci permetterà di consolidare e confermare a livello mondiale la nostra leadership nel settore missilistico, in un periodo in cui la concorrenza internazionale sui mercati è sempre più forte. Il nostro obiettivo da anni è quello di mettere assieme le risorse dei nostri Paesi domestici per conservare massa critica a livello mondiale. La strategia intrapresa a livello di gruppo, ci permette di assicurarci competenze tecnologiche d’avanguardia e alimenta la crescita dell’innovazione nel nostro settore. Al contempo – ha detto – le forze armate dei Paesi domestici possono beneficiarne a livello operativo, mantenedo comunque una propria autonomia d’azione”.
Sul piano della collaborazione e dell’integrazione industriale, il 2015 ha visto una nuova fase della strategia One MBDA, con le produzioni provenienti dai centri d’eccellenza per programmi francesi e britannici, e la firma di un accordo tra i due governi. A fine dicembre la Francia ha notificato il contratto di sviluppo del missile antimissile Aster Block 1 NT (New Technology) e quest’anno anche l’Italia dovrebbe unirsi, proseguendo una collaborazione che va avanti con successo da diversi decenni e che offrirà all’Europa per la prima volta capacità autonome di difesa contro i missili balistici. Lo scorso 3 marzo, durante il summit franco-britannico di Amiens, è stata confermata la decisione di lanciare una fase di progettazione comune per il programma FC/ASW (Future Cruise/Anti Ship Weapon). Nel 2015 inoltre MBDA ha incrementato la presenza sui velivoli da combattimento. Il Meteor ha concluso le prove di integrazione sul caccia Gripen e quest’anno dovrebbe entrare in servizio con l’aeronautica svedese, mentre proseguono le attività di integrazione su Rafale e Eurofighter, dove è stata avviata anche l’integrazione del Brimstone. Lato terrestre il 2015 ha visto il lancio dello sviluppo del missile di media portata (MMP) che ha aperto la strada alle prove di qualifica. Le prime consegne sono previste per il 2017 secondo le esigenze dell’esercito francese. Forte di questi risultati, MBDA ha intrapreso un vasto piano di assunzioni, con la previsione di avere un migliaio di risorse in più tra Francia e Regno Unito.
Per quanto riguarda MBDA Italia, il numero uno del gruppo ha sottolineato a più riprese che si tratta di un partner chiave per l’economia dell’intero sistema missilistico europeo, in grado di portare avanti sviluppi ed attività di primo piano. “All’interno di MBDA non esiste alcun sbilanciamento”. Ha detto Bouvier. “Supportiamo tutti i Paesi domestici a vantaggio di tutti e relativamente ad ogni programma”. Il riferimento è anche al programma Camm/ER (Common Anti-Air Missile Extended Range), sviluppato e portato avanti da Regno Unito e Italia, dove però manca ancora il cliente domestico. Il programma, recentemente scartato dalla difesa elvetica, pare anche proprio a causa della mancanza di un impegno nazionale sulla munizione, dovrebbe andare a sostituire il sistema Aspide in uso alle Forze Armate italiane. “Per questo come per altri programmi i benefici che verranno saranno sia per UK che per l’Italia, guardando soprattutto alle potenzialità della munizione sul mercato export. Inoltre gli sviluppi fatti da un punto di vista tecnologico rappresentano un ulteriore elemento di valore”. “Non esistono asimmetrie. Non abbiamo lo stesso livello di programmi domestici di Francia e UK, ma il contributo in termini di capacità che arriva dall’Italia è assolutamente adeguato”.
“In Italia serve programmazione certa, un piano di sostenibilità – ha dichiarato Antonio Perfetti – che ci consenta di guardare al futuro e di renderci credibili sui mercati export”. “Se non fossimo inseriti in un contesto europeo, MBDA Italia non ci sarebbe più, ci sarebbe un player manifatturiero, senza la possibilità di avere a disposizione le capacità di sviluppare tecnologie sovrane”. “In questi anni di tagli ai budget della difesa e di ristrettezze per il settore missilistico – ha aggiunto -, abbiamo portato avanti alcune attività, grazie anche all’intervento di soggetti terzi (MISE o Regioni, ndr), che hanno messo a disposizione delle risorse, e siamo riusciti ad essere credibili, soprattutto per via dell’integrazione”. “Solo con il domestico non saremmo sostenibili, anche perché – ha aggiunto – se hai il prodotto esporti, altrimenti no”. Il managing director di MBDA Italia ha inoltre spiegato che i prodotti e le campagne italiane, specie sul fronte navale, rappresentano oggi circa 2 miliardi di euro, “grazie allo sforzo interno dell’azienda, al raddoppio degli investimenti in ricerca e sviluppo e al contenimento dei costi”, elementi questi che hanno permesso avanzamenti in alcuni segmenti, come seeker, stampa 3D e data link. “Tutte cose – ha detto Perfetti – portate avanti, nonostante le difficoltà”. “Ci servono – ha detto ancora il responsabile – segnali dal cliente italiano nel breve termine. Necessitiamo di veder sostenuta questa filiera tecnologica, penso al Camm/ER, già nel 2016, per usare al meglio quanto sviluppato internamente con questo e con altri programmi (il Meads, ndr)”. Perfetti ha quindi spiegato che il dialogo con le Forze Armate è aperto sul presente, ma che Francia e UK stanno già discutendo dei prossimi 20 anni su molti fronti, come l’antinave. “Se non si pensa anche in Italia al lungo periodo, rischiamo di perdere terreno. Un minimo di sostegno ci serve”. Al di là di questo, i dati sono positivi, nel 2015 per la prima volta, gli ordini acquisiti da MBDA Italia hanno superato il fatturato, specie in virtù della Legge navale.