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Duecentocinquanta milioni per concludere lo sviluppo del P.1HH e acquistarne otto esemplari, destinati ad applicazioni sempre più duali e a rafforzare l’expertise italiano verso il drone europeo EuroMale. È questo il piano del governo per Piaggio Aerospace, un piano che sostituisce le precedenti intenzioni sull’acquisto di venti velivoli P.2HH, i cui tempi di sviluppo non avrebbero permesso garanzie immediate per l’occupazione dell’azienda ligure, in amministrazione straordinaria dallo scorso novembre. Lo ha spiegato alle commissioni Difesa di Camera e Senato il sottosegretario al Mise Davide Crippa, reduce dal recente incontro con il commissario straordinario Vincenzo Nicastro e le rappresentanze sindacali. La scelta di puntare sul P.1HH e non sul più avanzato P.2HH è legata a tre obiettivi, ha notato Crippa. Primo, preservare i circa 1.200 posti di lavori dell’azienda di Villanova d’Albenga. Secondo, rafforzare le competenze italiane in vista del programma del drone europeo EuroMale. Terzo, infine, avere a disposizione droni da impiegare (prima rispetto al successore) per una molteplicità di applicazioni che comprendono anche la sorveglianza dei flussi migratori e il monitoraggio ambientali.

LE RISORSE

A tutto questo, c’è da aggiungere il fronte della spesa. Lo schema d’acquisto per il P.2HH valeva 766 milioni di euro in dieci anni per venti velivoli. Per il P.1HH, i livelli di budget previsti sono inferiori e vanno comunque “a incidere sul capitolo dei 766 milioni previsti”. La richiesta presentata dal commissario e che confluirà nel programma d’acquisto è di 250 milioni, di cui 70 per terminare il processo di certificazione del velivolo (di cui “manca un 20%”), e 180 per quattro sistemi completi, composti ognuno da otto droni e quattro ground control station.

I FINANZIAMENTI DELLA 808

Tra l’altro, ha notato Crippa, “sui progetti della legge 808 (del 1985 per lo sviluppo e l’accrescimento di competitività delle industrie operanti nel settore aeronautico, ndr) in capo a Piaggio Aerospace c’erano da erogare 81,8 milioni di euro”. Di questi, tra il 2014 e il 2016 ne sono stati concessi 49,3, e ciò significa che si sono “circa 31 milioni disponibili per il completamento anche dell’iter di ricerca del P.1HH”. Tali “finanziamenti saranno erogati quando le spese sostenute da Piaggio Aerospace saranno rendicontate”, ha rimarcato il sottosegretario. D’altra parte, “rispetto alla situazione antecedente la gestione commissariale, non era stato fatto nessun consuntivo di spesa dei fondi erogati; pertanto furono sospesi”.

L’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA

Così, le commissioni Difesa saranno chiamata a esprimere un parere su uno schema di decreto ministeriale diverso rispetto a quello presentato lo scorso febbraio allo scadere della precedente legislatura. Parere che potrebbe arrivare nel giro di poche settimane, in linea con le esigenze espresse per la tutela dell’occupazione di Piaggio Aerospace. Per quanto riguarda la situazione dell’azienda ligure, l’amministrazione straordinaria avrebbe permesso di arrivare “a una condizione più sicura dal punto di vista della gestione dei flussi, dei tempi e delle modalità di pagamento”. L’ordine per il P.1HH darebbe maggiore solidità. “Dal punto di vista industriale – ha rimarcato Crippa – la sicurezza di avere una commessa di questa natura, tarata sul P.1HH, permette di dire a livello internazionale che il governo c’è, ci crede e che, pertanto, la solvibilità di una azienda, anche se commissariata, è garantita”.

VERSO L’EUROMALE

Rispetto allo sviluppo del P.2HH, che avrebbe richiesto tempi più lunghi, procedere sul P.1HH “ci consente di fare expertise e di portare l’Italia, con un percorso realizzato e concreto, nell’ambito dell’EuroMale”, il drone europeo svelato ad aprile dello scorso anno sul cui sviluppo lavorano il gruppo franco-tedesco Airbus, la francese Dassault e l’italiana Leonardo. “Rispetto a tale scenario futuro che ci vede come sistema-Paese a dover avere un ruolo, anche per volontà governativa – ha aggiunto il sottosegretario – riteniamo che chiudere la partita importante sul P.1HH e arrivare alla sua commercializzazione consenta di acquisire l’expertise da portare nel pacchetto EuroMale”.

LA SPINTA AL DUAL USE

Poi, ci sono le esigenze d’utilizzo delle macchine a pilotaggio remoto, con il P.1HH che presenta “caratteristiche dual use più spinte rispetto alla scelta precedente”. Le applicazioni riguardano una molteplicità di amministrazioni, poiché comprendono il pattugliamento marittimo (“anche sull’annosa questione del controllo dei flussi migratori”), il rilevamento di incendi in aree a rischio, il rilevamento inquinanti, il contrasto all’abusivismo edilizio e molteplici servizi di mappatura “per tante amministrazioni che altrimenti ricorrerebbero a servizi più onerosi”.