Piaggio Aerospace: al vaglio delle Commissioni il decreto per l’acquisto del P.2HH

Di Michela Della Maggesa

In attesa di sapere come si risolverà la questione relativa alla parte manutenzione motori e quella sulla proprietà intellettuale del P.180, ad interessare Piaggio Aerospace in questi giorni è l’invio, da parte del ministero della Difesa, alle Commissioni Difesa di Camera e Senato, del decreto che autorizza l’acquisto di venti P2.HH. Per il programma pluriennale, che durerà fino al 2032, è previsto lo stanziamento di 766 milioni di euro.

L’Aeronautica Militare italiana aveva espresso un interesse per una decina di macchine, mentre altre 10 andranno negli Emirati Arabi, che hanno, attraverso il fondo Mubadala, la proprietà dell’azienda di Villanova d’Albenga. Nel 2016, prima della perdita del primo prototipo abilitato al volo (un secondo prototipo ha ripreso a volare a luglio 2017), le Forze Armate degli Emirati Arabi Uniti avevano annunciato la firma di un contratto del valore di 316 milioni di euro con ADASI (Abu Dhabi Autonomous Systems Investments) per l’acquisizione di otto P.1HH HammerHead, mentre l’AM aveva un accordo per 6 unità del velivolo senza pilota e per 3 stazioni di controllo a terra.

La nuova versione dell’UAS MALE (medium altitude long endurance) bimotore pensato anch’esso per missioni di intelligence, surveillance and reconnaissance (ISR), ha un’autonomia maggiore, 24 ore contro 16, e una capacità di operare fino a 45.000 piedi di quota. Al programma di Piaggio Aerospace partecipa anche Leonardo, che fornisce all’UAS sia la stazione di comando e controllo che il sistema di missione SkyISTAR.