In caso di necessità Polizia e Carabinieri utilizzeranno i Predator dell'Am

Di Michela Della Maggesa

Accordo interministeriale per l’utilizzo dei Predator dell’Aeronautica Militare in caso di necessità. L’intesa, le cui modalità non sono state ancora precisate, verrà firmata oggi dal capo di stato maggiore dell’AM, generale Pasquale Preziosa, con il capo della Polizia, Alessandro Pansa e con il comandante dei Carabinieri, generale Gallitelli. “Sarà usato dove serve, la tecnologia dell’Aeronautica non rimane chiusa negli hangar”, ha detto stamani il capo di Sma, che ha dato notizia dell’intesa, parlando a margine della cerimonia per il rientro in Italia del personale dell’Aeronautica Militare coinvolto nella missione “Airbase Support Air Advisory Team” a Shindand, in Afghanistan, conclusa ufficialmente il 3 ottobre 2014. Ed è proprio nel teatro afghano, nell’ambito della missione Isaf, che la Forza Armata ha acquisito molta esperienza relativamente all’utilizzo del Predator. “In questi anni abbiamo lavorato in un ambiente diverso ed acqusito un’esperienza di volo notevole sia per i Predator che per gli Amx, che hanno operato in attività di ISR (Intelligence, surveillance and reconaissance, ndr)”. Ha detto il generale Preziosa. “Abbiamo imparato ad usare meglio i prodotti che ci sono stati forniti per attività di ricognizione. Abbiamo visto mutare le tattiche degli insorgenti sul terreno e questo ci ha consentito di prevenire problemi durante l’esecuzione della nostra missione”. Infine, ha spiegato il capo di Sma è stata consolidata la componente expeditionary “che viene utilizzata ovunque serve nella nazione”. “Qualsiasi unità che si muova sul terreno, oggi ha bisogno della copertura di un Predator”, ha concluso il generale Preziosa, riferendosi anche all’accordo in procinto di essere firmato.
La missione addestrativa dell’Aeronautica Militare è durata 4 anni ed ha rappresentato l’unica iniziativa addestrativa italiana a favore delle forze aeree afgane nell’area Ovest del Paese. Iniziata nel 2010, la missione ha consentito l’addestramento del personale della neonata forza aerea afgana per supportare la costituzione di una forza armata professionale, autonoma e sostenibile nel tempo. In particolare, gli advisors italiani, unitamente ai partner americani ed ungheresi presenti a Shindand, hanno avuto il compito di sviluppare e consolidare la locale leadership afghana per gestire in autonomia lo Shindand Air Wing, ovvero l’unità dell’Afghan Air Force designata quale polo addestrativo dell’intera aeronautica afghana. “Avete completato il lavoro che vi è stato affidato – ha detto Preziosa al personale rientrato dalla missione -, diffondendo conoscenza, know how, che non sono limitati agli aeroporti o alle caserme, ma rappresentano la testimonianza di quel comprehensive appoach di cui la Forza Armata è un esempio”.
In occasione della cerimonia, il capo di Stato maggiore ha poi consegnto un encomio solenne al generale Maurizio Lodovisi, comandante la Squadra Aerea, per la “sapiente gestione” di tutte le fasi dell’incidente che questa estate ha coinvolto due Tornado dell’Am, causando la morte dei quattro piloti a bordo. “La magistratura non ha ancora terminato il suo lavoro – ha detto ad Airpress il generale Lodovisi -, da quel che si sa, non sussitono elementi che possano far pensare ad avarie o a situazioni che mettano in pericolo l’esecuzione dell’attività”. “Talvolta anche le cose più remote accadono”. Ha proseguito il generale, riferendosi alla plausibile serie di circostanze sfavorevoli, che con ogni probabilità hanno determinato la tragedia sui cieli di Ascoli Piceno. “La cosa confortante è che in tantissimi anni fatti di questo tipo non sono mai accaduti e che dall’analisi effettuata, è emerso che l’esecuzione della missione è stata fatta con criteri precisi e professionali”. “Escluso – ha detto il comandante della Squadra Aerea – l’errore umano”.