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“Nessuno può dire oggi cosa succederà. E’ molto probabile che a causa del Coronavirus ci sarà un impatto sulla produzione e sui risultati finanziari dell’intero anno”. Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, non è ancora in grado di quantificare gli impatti sul gruppo dell’emergenza sanitaria mondiale di cui le guidance 2020 non tengono conto e non esclude ulteriori provvedimenti, a cominciare dalla chiusura di alcuni dipartimenti per ottimizzare l’attività. Leonardo che oggi ha presentato agli analisti i risultati finanziari 2019, annunciati ieri, sta “monitorando attentamente la situazione” ed ha già messo in campo alcune misure precauzionali, come sospendere l’attività dove non è possibile lavorare a distanza. “Informeremo il mercato quando il quadro sarà chiaro”, ha aggiunto.

A rischio le campagne commerciali, tanti Paesi hanno già chiuso i collegamenti da e per l’Italia, mentre rispetto alla catena di fornitori, le merci possono ancora viaggiare. Leonardo si è detta in ogni caso pronta a intervenire per fronteggiare la situazione. “Al momento non stiamo registrando criticità nella supply chain. Stiamo monitorando l’attività su fornitori e inventario e siamo eventualmente pronti a intervenire. Per adesso i nostri prodotti possono circolare e noi possiamo ricevere merci”. “Nessuno può prevedere cosa succederà – ha aggiunto Profumo -, l’Italia è sotto stretta osservazione. Abbiamo iniziato prima degli altri a prendere contromisure e di questo siamo grati al governo. Altri Paesi in Europa non lo stanno facendo (sono in ritardo di 9 giorni) e di questo bisogna tenere conto anche alla luce della nostra capacità commerciale”.

Quanto all’attività di alcuni stabilimenti, Profumo ha detto chiaramente che alcuni devono andare avanti, non possono essere chiusi, come quelli deputati ai satelliti e ai sistemi cyber e che “è in corso un confronto tra governo e sindacati”. “Abbiamo alcuni stabilimenti che non possono essere chiusi, come il Fucino dove produciamo satelliti e abbiamo regole molto strette sulla sicurezza e l’isolamento dei dipendenti. Stiamo minimizzando al massimo i rischi di contagio, ma se si dovesse arrivare alla chiusura la sicurezza deve rimanere la priorità”. Azioni correttive, in caso di rallentamento,  sono già state approntante in diversi settori compreso quello degli elicotteri. “In questo momento gli effetti sul business sono difficili da quantificare”. “Non sappiamo quando finirà l’emergenza e se ci saranno delle riduzioni porremo in essere iniziative per una ripresa”, ha detto Profumo sull’ala rotante. “E’ presto ma siamo già impegnati”. 

“Stiamo lavorando costantemente con le Istituzioni per proteggere le nostre persone e i nostri stakeholder e per ridurre al minimo l’impatto sulla nostra attività”. “Il nostro impegno con gli stakeholder durante questo periodo di emergenza è di mantenere le  nostre priorità, potenziare alcune aree, e rimanere focalizzati nell’esecuzione del nostro piano, che prevede una crescita basata sull’innovazione”. In virtù di questi obiettivi, spiega  agli analisti il numero uno di Leonardo, “il nostro management è impegnato sul raggiungimento degli obiettivi di medio e lungo termine”. 

Nell’esercizio 2019 Leonardo, che può contare su “un portafoglio prodotti ben bilanciato” e su “campagne significative in corso” ha ottenuto risultati in linea o superiori alla guidance per il secondo anno consecutivo. I ricavi si attestano a 13,8 miliardi di euro, l’EBITA a 1,3 miliardi (+12% sul 2018) e il risultato netto ammonta a 822 miliardi, in significativa crescita (+61%). “Negli ultimi due anni abbiamo mantenuto o superato le nostre promesse e siamo ben posizionati per avere successo nel lungo periodo”. Commentando oggi questi risultati, Alessandro Profumo ha sottolineato come ci siano le condizioni per un “successo sul lungo termine, grazie a una chiara visione del futuro, all’impegno della squadra e al supporto  degli stakeholder istituzionali”. Relativamente alla guidance 2020, Leonardo prevede nuovi ordini per circa 14 miliardi di euro e ricavi per 14/14,5 miliardi. 

In un’intervista al Sole 24 Ore, uscita ieri, Profumo ha fatto un bilancio della sua attività alla guida del gruppo aerospaziale, di difesa e sicurezza italiano. “Dopo tre anni, spero di avere apportato un buon contributo allo sviluppo industriale e alla trasformazione definitiva di Leonardo in una one company, un gruppo tecnologico e produttivo coeso e con un costante miglioramento della sua natura manifatturiera e high-tech”. “Abbiamo adottato la logica della matrice fra corporate e divisioni specialistiche, così da avere un equilibrio fra coordinamento e apporto di competenze”.

“Con l’introduzione del chief commercial officer – ha aggiunto -, stiamo beneficiando del cross selling: prima ogni divisione procedeva autonomamente e, con ogni cliente, si perdevano occasioni. Anche grazie a questo, in due anni abbiamo ottenuto 30 miliardi di ordini, a fronte dei 70 miliardi in cinque anni previsti dal piano industriale”. Inoltre con l’ottimizzazione delle fabbriche, fatta adattando ai nostri impianti la filosofia del world class manufacturing, da noi declinato in Leonardo Production System, abbiamo ridotto le perdite dei costi di produzione per 52 milioni di euro nel 2019, a fronte di un obiettivo di 45 milioni. E, questa attività  è trasversale a tutte le nostre divisioni”.