Riggio, Enac: “Una compagnia aerea nazionale sì, ma non a tutti i costi”

Di Michela Della Maggesa

“Ci teniamo ad avere una compagnia aerea nazionale, ma non a tutti i costi”. Così il presidente dell’Ente nazionale aviazione civile (Enac), Vito Riggio, a proposito della situazione in cui versa il trasporto aereo nazionale, in occasione della presentazione del “Rapporto e Bilancio Sociale 2016”, aperta dal presidente del Senato, Pietro Grasso, che ha ospitato l’evento. Nel settore del trasporto aereo, l’Italia è sempre stata penalizzata da una serie di fattori, a cominciare dalla mancanza di requisiti, specie la solidità finanziaria, di alcune delle compagnie aeree che negli anni si sono affacciate sul mercato, per poi uscirne rapidamente, a vantaggio degli operatori low cost. Come sottolineato dal direttore generale di Enac, Alessio Quaranta, in Italia il sorpasso delle compagnie aeree low cost, che si sono accaparrate il 51% del traffico a scapito di quelle tradizionali, c’è già stato.

Ma come si è arrivati a questo? “Le grandi compagnie low cost (Ryanair, easyJet, Vueling, ndr) – spiega Vito Riggio – hanno alle spalle grandi fondi di investimento e un management preparato proveniente dal settore. In Italia invece abbiamo avuto soggetti provenienti da settori diversi da quello dell’aviazione civile, da cui si sono poi ritirati per ovvie difficoltà”. “Noi italiani – ha aggiunto il presidente – siamo bravi nella manifattura, ma nel settore del trasporto aereo siamo stati premiati come regolatori, siamo nei primi 6 Enti al mondo, ma non come operatori, anche perchè la crisi infinita di Alitalia e il pesante regime fiscale non ha permesso l’emergere di un competitor così come avvenuto in altri Paesi europei”. Tutto è andato a vantaggio delle low cost, che sono riuscite “a penetrare il mercato italiano come il burro”.

Il Rapporto Enac, pubblicato annualmente dal 2007 e tradotto anche in inglese, fornisce, in un’ottica di trasparenza nei confronti delle Istituzioni e dei cittadini, una sintesi sulle attività svolte, tracciando un quadro sul comparto dell’aviazione civile nazionale. Il Rapporto, infatti, analizza i vari aspetti che compongono il sistema, tra cui, la regolazione economica, gli investimenti aeroportuali, la sicurezza in entrambe le accezioni di safety e di security, la tutela ambientale, i diritti dei passeggeri, i mezzi a pilotaggio remoto, le attività internazionali svolte dall’Enac in rappresentanza dell’Italia, la regolazione dello spazio aereo.

La conferenza stampa, che ha preceduto la presentazione del Rapporto, ha fornito anche l’occasione per porre l’accento su alcune delle criticità che affliggono il sistema aeroportuale nazionale. “Il sistema aeroportuale italiano è cambiato profondamente negli ultimi 15 anni”. Ha detto Riggio. “Tuttavia non si può continuare a pensare che 34 aeroporti facciano il 24% del traffico (si arriva al 25% con altri sette), sbriciolando tra loro un traffico modesto, mentre cinque aeroporti da soli fanno il 50% del traffico totale. Dodici aeroporti rappresentano il grosso, il resto sono briciole esposte ai fallimenti. Bisogna intervenire. Se sono utili vanno finanziati attraverso la continuità territoriale, in caso contrario vanno chiusi”.

In linea con i precedenti, il 2016 è stato un anno sostanzioso in termini di investimenti. I tre principali sistemi aeroportuali italiani (Roma, Milano e Venezia) nei prossimi 4 anni riceveranno infatti altri stanziamenti per miliardi di euro, oltre ai due miliardi stanziati dal 2000 al 2016. Altri soldi, (800 milioni circa quelli già stanziati) andranno sugli aeroporti del Nord, Centro (400 milioni dal 2000 al 2016),  e Sud (1,3 miliardi). Investimenti che – spiegano a Palazzo Giustiniani – “non vedranno un euro di denaro pubblico” perché a carico dei gestori aeroportuali tramite i contratti di programma sottoscritti.

Nel 2016 il traffico passeggeri e merci è aumentato del 28% e per il 2017 è attesa una crescita di circa il 4%. Come per l’anno precedente, positivo il trend di crescita, che nel corso del 2016 ha ulteriormente consolidato la ripresa del settore: sono stati 164.368.109 i passeggeri transitati negli aeroporti nazionali con un aumento del 4,8% rispetto al 2015. Per il 12° anno consecutivo, Enac – che nel 2018 festeggerà vent’anni –  ha presentato un bilancio in attivo, che ha consentito un risparmio di 30 milioni di euro da reinvestire in ricerca e sviluppo. Nota dolente rimane il personale, insufficiente per numero a coprire tutte le esigenze. “Se potessimo assumere personale specializzato in grado di portare utili potremmo anche rinunciare ai contributi pubblici – ha detto Riggio -, ma la situazione della Ragioneria dello Stato è complessa e ci penalizza”.