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“Chiediamo con fermezza alla Russia di tornare a rispettare gli obblighi e le responsabilità che le incombono secondo il diritto internazionale. Questa è la prima condizione per una relazione tra Nato e Russia che si basi sulla fiducia e sulla credibilità”. Con queste parole, che rivelano nervosismo per l’attività di Mosca, nove leader dell’est Europa hanno voluto ribadire l’unità difensiva tra i membri dell’Alleanza atlantica.

Gli Stati che costituiscono il fianco orientale della Nato si sono incontrati di propria iniziativa questa mattina a Bucarest, per discutere della loro sicurezza in seguito ai movimenti dell’esercito russo in Ucraina. Presenti le massime cariche di Polonia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Bulgaria, Lettonia, Lituania, nonché il presidente del Parlamento ceco e il vice Segretario generale della Nato, Alexander Vershbow.

I nove hanno fatto presente la loro preoccupazione per il “continuo atteggiamento aggressivo” di Mosca e il loro appoggio a una maggior presenza militare della Nato nei loro territori. Già ieri il presidente polacco Andrzej Duda aveva dichiarato di puntare a “un miglioramento nelle forze di risposta rapida della Nato e, nel futuro, basi permanenti dell’Alleanza in territorio polacco”.

Assente al summit il presidente della Repubblica Ceca Milos Zeman, l’unico tra i capi di Stato dell’est Europa che ha sempre cercato di mantenere rapporti amichevoli con Vladimir Putin, anche dopo la crisi ucraina. Ad esempio, lo scorso maggio Zeman era il solo leader dell’Unione europea presente a Mosca alla parata per l’anniversario della vittoria dell’Urss nella seconda guerra mondiale.