, In Evidenza

Gestito da Distretto tecnologico aerospaziale della Puglia, Planetek, Leonardo, Telespazio ed Enav, il progetto Cruise è finanziato dall’Agenzia spaziale europea e punta a testare la cyber-sicurezza dei velivoli a pilotaggio remoto sfruttando le competenze presso lo scalo di Grottaglie

Progettare, sviluppare e validare un test range per la valutazione della vulnerabilità e resistenza dei droni rispetto agli attacchi informatici. È questo è l’obiettivo del progetto di ricerca Cruise (acronimo di Cyber security in Uas missions by Satellite link) finanziato con 2 milioni di euro dall’Agenzia spaziale europea (Esa) attraverso il programma Advanced Research in Telecommunications Systems – Integraded application promotion (Artes – Iap).

I test verranno effettuati sia in ambienti sintetici (simulatori), sia attraverso voli di prova reali all’interno dello spazio aereo segregato collegato all’aeroporto di Grottaglie. Si tratta del primo passo concreto collegato all’accordo firmato durante il “Global Space Economy Workshop – Space Cybersecurity for Mobility” organizzato dal Distretto tecnologico aerospaziale della Puglia per l’Esalo scorso maggio a Rosa Marina di Ostuni. L’accordo fu sottoscritto da Dta, Agenzia spaziale italiana (Asi), Esa e Belgian Federal Science Policy Office (Belspo). Il “CyberSec Test Range” integrerà infrastrutture Ict, piattaforme di osservazione della terra, di navigazione e di comunicazioni satellitari. I risultati potranno essere utilizzati per garantire la sicurezza nei trasporti aerei, ferroviari, navali e anche sulle autovetture senza conducente. Sul progetto sono impegnati Planetek Italia (capofila), il Dta, Leonardo, Aeroporti di Puglia, Enav e Telespazio.

Cruise sfrutterà ed estenderà le capacità dell’infrastruttura tecnologica e aeroportuale di Grottaglie (che ha il riconoscimento di Airport Test Bed) nel campo della sperimentazione e dimostrazione dei droni e delle relative soluzioni innovative per l’integrazione dei velivoli senza pilotai nello spazio aereo non controllato. Il Grottaglie Airport Test Bed è un programma coordinato dal Dta, consorzio presieduto da Giuseppe Acierno, che prevede la messa in opera di un sistema integrato per la simulazione di operazioni e missioni aeree con droni ed equipaggiati con sensori per il monitoraggio del territorio e la sperimentazione e dimostrazione con voli reali nello spazio aereo segregato. La società barese Planetek è all’avanguardia in Europa nella produzione di satelliti e sensori e per questo motivo ha assunto il ruolo di capo fila del progetto.

I test riguarderanno sia le operazioni di volo in “linea di vista” (Vlos) che “oltre la linea di vista radio” (Brlos), analizzando, nel secondo caso, anche le vulnerabilità rispetto ad attacchi eseguiti sfruttando i servizi di telecomunicazioni e di navigazione satellitari. Saranno presi in esame: attacchi hardware (accesso ai sistemi di pilotaggio del drone); attacchi wireless (sfruttamento del canale di comando e controllo del drone con la stazione remota di pilotaggio e del canale di comunicazione dei dati raccolti dai sensori); attacchi ai sensori (manipolazione dei dati ricevuti ai sensori di bordo – esempio ricevitore Gnss – o inviati a terra dai sensori di missione).

Il controllo informatico dei droni è essenziale per garantire la sicurezza delle operazioni di volo e del traffico aereo circostante, la sicurezza delle aree sorvolate (infrastrutture, aeree urbane, persone) la disponibilità, integrità e riservatezza dei dati raccolti dai sensori durante la missione e la sicurezza degli interventi determinati dai dati stessi. A tal proposito si pensi alle missioni che riguardano la gestione delle emergenze nel settore militare o della protezione civile. Il CyberSec Test Range collegato al progetto Cruise prevede tra l’altro un raccordo tecnologico tra il Grottaglie Airport Test Bed, l’European space Security and Education Centre (Redu, Belgium), centro di eccellenza per i servizi di cyber-security spaziale dell’Esa e il Centro Spaziale del Fucino, controllato da Telespazio.