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Si lavora agli ultimi “dettagli” sulla Tiburtina, sede del centro integrazione satelliti di Thales Alenia Space in Italia, in vista della partenza, in programma a gennaio, degli ultimi quattro satelliti, parte di un batch di otto, della costellazione O3B, che andranno ad aggiungersi ai “colleghi”, in orbita dal 2014, migliorando così capacità e copertura del pianeta nelle telecomunicazioni satellitari. In particolare, tre satelliti si trovano in questo momento in fase di “final integration”, uno è stato ultimato, per conto del cliente, l’operatore di servizi satellitari SES, che entro il 2027 stima un aumento delle connessioni annue quasi triplo rispetto al livello attuale, specie nel settore commerciale aereo (arriveranno a 23.000) e marittimo. I quattro O3B saranno lanciati tutti assieme a marzo 2019 da Kourou, stivati su un lanciatore Soyuz, per essere poi immessi, a coppie di due, in orbita terrestre media (MEO).

I satelliti, per i quali Thales Alenia Space è prime contractor, così come per i precedenti 12, saranno posizionati  lungo l’equatore, per fornire accesso internet low cost a banda larga ai mercati emergenti di Asia, Africa, America Latina e Medio Oriente, per un totale di 150 Paesi. Posizionati ad un’altezza di 8.000 Km, ovvero quattro volte più vicini alla terra rispetto ai satelliti geostazionari, questi satelliti in banda Ka equipaggiati con 12 antenne ciascuno offrono alta velocità, costo contenuto, internet a bassa latenza e servizi di telecomunicazione a utenti privati e aziende nei mercati emergenti.

Gli otto satelliti di nuova generazione sono stati sviluppati sulla base del progetto già esistente, ma con migliori prestazioni e nuove funzionalità che estenderanno l’offerta di mercato di O3b. Il network della costellazione fornisce sistemi di canalizzazione e connessione cablata per operatori di rete mobile con prestazioni di velocità simili a quelle dei provider in fibra ottica, così come servizi per le imprese in alcune zone nel mondo tra le più difficili da raggiungere. Inoltre, “la nuova generazione – spiega a Roma il program manager del programma di Thales Alenia Space, Jerome Verzat – è in grado di offrire servizi criptati ai governi, modificandone il software”.

Nel 2017 il settore delle telecomunicazioni ha inciso nel portafoglio di Thales Alenia Space (67% Thales – 33% Leonardo) per il 47% del totale. Anche se la responsabilità del settore ricade sotto la Francia, l’apporto della business line italiana in questo particolare segmento è significativo, essendo specializzata anche nei payload cosiddetti trasparenti di ultima generazione e in quelli digitali per il cliente militare, tanto che una parte dei profitti viene consolidata in Italia. “Come ordini – ci spiega Giampiero Di Paolo, direttore  Telecomunicazioni Thales Alenia Space in Italia –  viaggiamo sui 100 milioni di euro l’anno circa, a seguito di un importantissimo ordine firmato nel 2016 e di un altro siglato a ottobre di quest’anno. Come sales siamo meno, perché questi programmi che firmiamo con clienti russi viaggiano sui 50 milioni di euro l’anno, a cui si aggiungono i contratti con la Difesa”.

Con la Difesa il programma di punta di Thales Alenia Space è rappresentato dal programma Sicral (Sistema Italiano per Comunicazioni Riservate e ALlarme), articolato in più fasi. “Stiamo iniziando a lavorare alla fase A di Sicral 3, il quarto satellite della costellazione che lanceremo per la Difesa tra il 2023 e il 2025 (quasi sicuramente con un lanciatore Vega, ndr). La nostra gloriosa esperienza con questo programma è cominciata nel 2001, con il lancio di Sicral 1, poi abbiamo lanciato Sicral 1B nel 2009 e Sicral 2 nel 2015. In Europa siamo stati i primi a sviluppare un sistema militare di questa complessità e ora stiamo iniziando a fare un ulteriore satellite con tecnologie allo stato dell’arte”. “Sicral 3 – conclude Giampiero Di Paolo – sarà basato su una nuova piattaforma che stiamo lanciando adesso, grazie al programma Ital-GovSatcom previsto dalla Space Economy (il piano strategico nazionale che contempla un investimento di circa 4,7 miliardi di euro, di cui il 50% circa coperto con risorse pubbliche aggiuntive rispetto a quelle destinate alle politiche spaziali, ndr). Consegneremo l’offerta il 21 dicembre e ci aspettiamo l’ordine tra qualche mese”.

“In Thales Alenia Space – spiega l’amministratore delegato, Donato Amoroso, –  ogni divisione (su 14 siti in Europa i siti italiani del gruppo sono 4, per un totale di 2.200 addetti, ndr) è complementare all’altra per evitare inutili sovrapposizioni”. Ad oggi dal centro integrazione satelliti sulla Tiburtina sono usciti più di 150 satelliti fino alle 3 tonnellate di peso, payload allo stato dell’arte e componenti elettroniche, ibride, nonché antenne e strutture in composito per telecomunicazioni radar e applicazioni militari. La sede romana (le altre sono a Torino, L’Aquila e Gorgonzola) rappresenta il cuore strategico della società. Tutti i processi di sviluppo dei vari progetti vengono seguiti dalla fase strategica/ decisionale a quella di progettazione vera e propria, facendo anche ampio ricorso alla realtà virtuale, che permette di risparmiare tempi e costi, grazie alla consistente riduzione del rischio connesso con la fase di sviluppo e progettazione di satelliti e componenti.

Sulla Tiburtina si svolgono inoltre le attività di management e system design per i satelliti di Osservazione della Terra, e per gli elementi fondamentali del loro carico utile, quali antenne e apparati di bordo. Le principali linee di produzione riguardano il telerilevamento, le telecomunicazioni e la navigazione satellitare. Grazie ad un vasto portafoglio, la società ha maturato il ruolo di partner chiave delle maggiori industrie spaziali internazionali nei programmi delle più prestigiose istituzioni quali la Nasa, l’Agenzia Spaziale Europea Esa e l’Agenzia Spaziale Italiana Asi. Tra i programmi futuri, ad alto contenuto innovativo, che vedranno una partecipazione di Thales Alenia Space, Donato Amoroso ha indicato il settore del volo e del trasporto spaziale (Cygnus, ndr), la nuova stazione spaziale e il programma Stratobus, un dirigibile stratosferico per lo sviluppo di un HAPS (hight-altitude pseudo satellite) destinato alle telecomunicazioni 4G/5G.