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Le indiscrezioni circolavano da almeno due settimane, ma l’impressione è che effettivamente il neo eletto presidente ci abbia voluto riflettere attentamente. Trump lo ha annunciato ieri a Cincinnati: sarà James Mattis, generale in pensione del corpo dei Marine, il Segretario della Difesa della sua presidenza. Soprannominato “mad dog” e definito “geniale” dal magnate, il sessantaseienne Mattis si è ritirato dal servizio attivo nel 2013, lasciando dopo tre anni il comando del’Us Central Command, quello con responsabilità su Medio Oriente, nord Africa e Asia centrale. Secondo le indiscrezioni dell’epoca, all’origine del ritiro prematuro (in realtà di pochi mesi) ci sarebbe stata la forte incomprensione con l’amministrazione Obama, in particolare per la spinta della presidenza all’accordo nucleare con l’Iran. Precedentemente, il generale Mattis aveva servito in Afghanistan e poi in Iraq, a capo delle divisioni impegnate nell’invasione del 2003. Proprio la proiezione americana in Medio Oriente (Siria e Libia prima di tutto) e l’accordo iraniano sono i punti considerati maggiormente a rischio revisione da parte di Mattis e Trump rispetto all’amministrazione precedente. In realtà, come ampiamente appurato già all’indomani dell’elezione del tycoon, occorrerà attendere ancora a lungo prima di capire come le dichiarazioni della campagna elettorale si tradurranno concretamente nella postura internazionale di Washington. Difficile pensare, ad esempio, che l’accordo iraniano (un trattato internazionale) possa essere smantellato. Altrettanto difficile inoltre pensare che Trump voglia e possa realizzare quanto annunciato, in virtù di un sistema istituzionale composito, pensato per assicurare stabilità alla politica estera e di difesa.

Considerato tra i falchi del gruppo di Trump, Mattis si è guadagnato il soprannome di “cane pazzo” durante la sua lunga carriera per la grande attenzione all’ortodossia della disciplina militare. In realtà, viene considerato meno radicale del generale Michael Flynn, anche lui in pensione, scelto da Trump come consigliere per la sicurezza nazionale. Servirà comunque una speciale autorizzazione da parte del Congresso per Mattis, in quanto il National Security Act del 1947 (modificato nel 2008) prevede che passino almeno sette anni dal servizio attivo alla nomina al vertice del Pentagono. Non sarà difficile vista la maggioranza repubblicana al Congresso e visto che non sarebbe la prima volta per una simile autorizzazione. Il primo, già nel 1949, fu il generale George C. Marshall, ritiratosi solo due anni prima dal servizio attivo.