Una filiera spaziale in grado di soddisfare i requisiti dell’Europa

Di Michela Della Maggesa

È prossimo alla partenza Sentinel-1B, il satellite per l’osservazione della Terra, che assieme al gemello Sentinel-1A, in orbita dal 2014, e a agli altri satelliti già operativi, a cominciare da Cosmo-SkyMed, aumenterà le capacità dell’Europa nel rilevamento e nella gestione dei dati relativi ad aspetti ambientali e di sicurezza. Integrata e testata da Thales Alenia Space Italia (prime contractor per le famiglie Sl e S3) nel Centro Integrazione Satelliti di Roma, la “Sentinella”, 2.500 kg di peso, è prossima ad intraprendere il viaggio verso Cannes, dove saranno completati i test meccanici e sarà messa in configurazione operativa (antenna aperta) prima del lancio, in programma dalla Guyana francese per aprile-maggio 2016. “Con Sentinel-1B – ci fanno sapere – si dimezzeranno i tempi di rivisita, da 12 giorni a 6”.
Il satellite è parte dell’ambizioso programma di osservazione della Terra Copernicus, oltre 4 milirdi di euro, lanciato dall’Agenzia spaziale europea, a supporto della crescente necessità di soggetti pubblici, ma anche privati, di avere a disposizione servizi spaziali sempre più precisi e affidabili. Il programma ad oggi ha visto la messa in orbita di due satelliti: Sentinel 1A e Sentinel 2, a cui si affiancheranno Sentinel 3A e 1B. Alle 3 famiglie iniziali se ne aggiungeranno una quarta e una quinta (Sentinel 4 e 5) e sono già state previste Sentinel 6, 7 e 8, che arricchiranno le capacità di osservazione dell’atmosfera. Dal centro TAS, dove si integrano satelliti e si testano componenti e sistemi ultimati fino agli 800 kg, sono usciti dal 1996, 120 satelliti, oltre alle antenne, prodotte e testate (test elettrici e meccanici) a pochi metri di distanza, nel Centro Integrazione Antenne ed Equipaggiamenti, che ha una capacità di 4 antenne/mese. Nel sito si stanno anche costruendo 80 unità destinate alla costellazione Iridium Next e vi si svolgono attività uniche in Europa, come quelle per la caratterizzazione dei diagrammi di variazioni antenna in temperatura. Nella facility si sta poi sviluppando l’antenna attiva di Cosmo seconda generazione, che contrariamente alla precedente si potrà muovere per singole sezioni.
Basato su una serie di 5 tipologie di satelliti, specializzati in precise applicazioni, Copernicus funzionerà come una rete di controllo orbitante dell’ambiente. Le prime 3 missioni Sentinel, infatti sono basate su una costellazione di 2 satelliti per soddisfare esigenze relative al tempo di rivisita (critico nella gestione delle emergenze) e copertura. I satelliti Sentinel-1A ed 1B, interamente progettati ed integrati da Thales Alenia Space Italia, acquisiranno immagini della Terra in “swath” dai 20 ai 250 chilometri di ampiezza, con una risoluzione fra i 5 e i 25 metri. Saranno equipaggiati con un radar ad apertura sintetica in banda C (SAR), anch’esso integrato e testato sulla Tiburtina, per fornire agli utenti immagini continue, giorno e notte, in tutte le condizioni meteorologiche.
I dati, che saranno forniti gratuitamente, potranno essere utilizzati da soggetti privati, pubblici e cittadini e daranno, man mano che la costellazione si arricchirà di satelliti e strumentazione sempre più sofisticata, la possibilità di sviluppare nuove applicazioni commerciali. “Generare valore aggiunto. E’ questo quello che dobbiamo fare da un punto di vista commerciale”. Spiega l’amministratore delegato di e-GEOS (Telespazio 80%, Asi 20%), Marcello Maranesi. “Il dato interferometrico da solo non genera automaticamente un servizio. Rivolgendoci a clienti istituzionali e commerciali dobbiamo garantire loro un servizio certificato, in grado di entrare nel processo decisionale del cliente, sia esso un industria, sia un’istituzione”.
La società che per questo programma, ha fatto investimenti dal 2004, fornisce dati satellitari e mappe dedicate per la gestione delle emergenze per conto della Commissione europea. Dal 2012 il Centro spaziale di Matera di e-GEOS è una delle 4 stazioni del Core Ground Segment di Copernicus: riceve i dati dal satellite radar Sentinel-1A e dal satellite ottico Sentinel-2A, lanciato nel giugno 2015. L’intenzione è ora quella di utilizzare i dati di Cosmo, con quelli che arrivano dalle prime Sentinelle che – come ci spiegano in Telespazio -, sono diversi e complementari: il primo copre infatti zone circoscritte, ed ha una risoluzione maggiore, mentre il secondo aree molto vaste. Negli ultimi 3 anni l’Emergency Management Centre della società ha fornito circa 1.400 mappe alle protezioni civili di tutto il mondo. “In 6 ore – ha detto Maranesi – possiamo dare alle Protezioni Civili le mappe di cui hanno bisogno per programmare i loro interventi”.
Nell’ambito del programma Copernicus, Finmeccanica – che ha inserito lo spazio nel proprio core business -, è coinvolta non solo attraverso la parte manifatturiera, rappresentata da Thales Alenia Space (Thales 67%, Finmeccanica 33%), e quella dei servizi, Telespazio, ma anche attraverso Selex ES, secondo produttore di hardware spaziale in Italia, che ha fornito a Sentinel-1B alimentatori di antenna e sensori di assetto (gli stessi che sono sulla sonda Rosetta) e che sarà sulle prossime missioni con sensori multi e iperspettrali. A bordo di Sentinel- 1B ci sono tracciatori stellari ottici, integrati nel satellite, che permetteranno di determinare l’orientamento del satellite, anche di giorno, e che saranno consegnati da Selex ES in 250 unità anche al programma Esa Iridium Next. La società ha fatto poi sapere di essere già al lavoro ad una versione miniaturizzata del sensore, che conta di utilizzare per le missioni Sentinel C e D, per le quali il prime contractor Thales Alenia Space “sta aspettando i contratti”. Di Selex ES anche i pannelli solari per le missioni S3 e S5, a seguito della vincita di una gara internazionale. “Quello spaziale è un ambiente estremamente competitivo”. Ha spiegato Claudio Bruno, direttore dei programmi Esa e Commissione europea di Tas. “Le competenze in Italia le abbiamo, ma per vincere le gare in Esa serve il supporto dei governi”.