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Il Segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, si è recato oggi in Montenegro per una visita ufficiale, accompagnato dal Consiglio atlantico. L’obiettivo è valutare l’attuazione delle misure necessarie per l’adesione del Paese balcanico, che potrebbe diventare il 29esimo membro dell’Alleanza.
La Nato appare infatti decisa a mostrare che l’atteggiamento di Mosca non cambia la sua politica di ricerca di nuovi membri. Il governo di Podgorica, che ha guadagnato l’indipendenza dalla Serbia dal 2006, ha fatto del suo meglio per mostrarsi fedele all’Occidente: sotto la guida del primo ministro Milo Djukanovic, l’esecutivo è stato pronto a votare le sanzioni imposte dall’Unione europea contro la Russia dopo l’annessione dell’Ucraina e a eliminare elementi filorussi dai suoi servizi di sicurezza.
Tuttavia on tutti i partiti politici si uniscono all’entusiasmo del Partito democratico socialista montenegrino, il gruppo a cui il premier Djukanovic appartiene. I rappresentanti di Nuova democrazia serba, partito d’opposizione, non parteciperanno all’incontro di oggi con Stoltenberg; altri organizzeranno proteste in concomitanza con l’arrivo delle personalità della Nato. Aleksandar Damjanovic, capogruppo del Partito socialista popolare, ha dichiarato che “è necessario comunicare a Stoltenberg i motivi per cui siamo contrari all’adesione e ribadire che tale decisione deve essere presa dai cittadini montenegrini tramite un referendum democratico”.
Le diverse posizioni dei partiti sono lo specchio di una popolazione divisa sull’argomento. Infatti, secondo i sondaggi, meno della metà dei Montenegrini appoggiano l’adesione. Da un lato è ancora viva la memoria dei bombardamenti Nato nelle guerre del Kosovo del 1999, dall’altro sono forti i legami con la Serbia, ben lontana dall’aderire all’Alleanza.
Tuttavia, di fronte a una Russia sempre più percepita come una minaccia, ampie ragioni geopolitiche potrebbero prevalere sulle questioni locali e un invito ufficiale dal Consiglio atlantico a Podgorica potrebbe arrivare già a dicembre.