volo sub-orbitale, Emiliano candida Grottaglie

Di Michela Della Maggesa

Il governatore della Puglia, Michele Emiliano, ha candidato ufficialmente l’aeroporto di Grottaglie alla sperimentazione di voli sub-orbitali, quei voli cioè, oltre i cento chilometri dal suolo, capaci di collegare in poche ore punti distantissimi nel globo. Secondo quanto riporta il Corriere del Mezzogiorno, l’incontro avuto in Enac è stato positivo. Il volo sub-orbitale è una realtà, ma adesso sarà necessario lavorare a Terra per creare le strutture adeguate ad ospitarli così come sarà necessario dare vita ad una nuova normativa, proprio come accaduto per gli APR. Anche l’Italia avrà un suo “spazioporto” e per la Puglia la candidata è Grottaglie. La scelta sarà fatta dal governo dopo le valutazioni dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac). Quel che si sa al momento è che l’infrastruttura dovrà essere predisposta entro il 2018 per poter partire con le sperimentazioni l’anno successivo. In un primo tempo si tratterà di voli cargo, seguiti solo in una fase successiva da voli abitati. “Il nostro progetto — ha detto Emiliano — si coniugherebbe con tutto il distretto aerospaziale che gravita attorno a Grottaglie. Stiamo parlando di una infrastruttura ideale, forse la migliore d’Italia, per ospitare tali sperimentazioni”. “Prendiamo atto — ha detto il presidente di Enac, Vito Riggio — della candidatura. Ci sembra abbia le caratteristiche per essere presa in considerazione. Aspettiamo una direttiva dal ministro, in modo che la scelta sia di tipo nazionale e non un accordo regionale”. Riguardo la sperimentazione di voli suborbitali in Italia a fine 2016 è stato raggiunto un importante accordo tra  Altec SpA, società partecipata da Asi e Thales Alenia Space e Virgin Galactic, una delle aziende aerospaziali del Gruppo Virgin. In base al protocollo di intesa sottoscritto, le due aziende valuteranno le opportunità operative da uno spazioporto italiano per la Virgin Galactic, per eseguire voli sperimentali suborbitali, addestramento astronauti e piloti, scopi didattici e turismo spaziale. L’accordo include realizzazione di uno spazioporto sul territorio italiano, a partire da un aeroporto esistente.  Assieme alla Puglia, si pensa che anche la Sardegna potrebbe costituire uno dei luoghi ideali per questo tipo di attività.