Battiston: dobbiamo pensare a Marte come ad una stazione spaziale globale

Di Michela Della Maggesa

Il Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira), con il patrocinio dell’Agenzia spaziale italiana, ha organizzato il workshop Esplorazione e Colonizzazione del pianeta Marte: scenari operativi e strategia nazionale”. L’evento è stato un’occasione di confronto con la comunità scientifica in merito ai risultati degli esperimenti di esplorazione e colonizzazione già conclusi e alle future attività necessarie alla colonizzazione di Marte. L’esplorazione planetaria di Marte richiede infatti la realizzazione di infrastrutture per la sperimentazione e la verifica a terra dei sistemi e delle tecnologie necessarie. “A questo punto dobbiamo capire – ha dichiarato il presidente dell’Asi Roberto Battiston – come fare per operare con una colonia marziana”.

Punto centrale della giornata, la presentazione dei vari programmi, sviluppati dal Cira in collaborazione con Asi e gli stakeholder, a partire dal Flagship Program Mars, il laboratorio dove si concentreranno tutti i programmi di sviluppo delle varie tecnologie aerospaziali che guardano alla colonizzazione del pianeta rosso. “Ci sono tante piccole e medie aziende che producono componenti, strumentazioni per l’aerospazio e molte di queste sono italiane – ha spiegato Paolo Annunziato, presidente del Cira -. La sfida di tutto il Prora è quella di partecipare a questi driver tecnologici, di crescita economica, per aiutare il nostro sistema di ricerca e le nostre imprese a continuare a crescere”.

Il nuovo Prora prevede 9 progetti bandiera, lo sviluppo e la manutenzione degli impianti esistenti e la creazione di nuovi impianti così come lo sviluppo di una serie di ricerche e tecnologie che sono già presenti al Cira. Oggi la dotazione di impianti del Cira è funzionante, come dimostrato dai test fatti per i vari attori internazionali, e “le competenze dei ricercatori del Cira sono assolutamente alla frontiera della ricerca”. Ha aggiunto Annunziato, spiegando come siano importanti anche le ricadute sul territorio. “Il Cira si trova al centro di un distretto tra i più sviluppati in campo aerospaziale con una concentrazione di piccole e medie imprese altamente tecnologiche e quindi ha un ruolo estremamente importante nella capacità di costituire un driver di crescita”.

Marte è una tappa certa, anche se le incognite sono ancora molte su tempi, modalità e costi. “Non sarà l’anno prossimo, ne fra 5 anni. Dipenderà se prima ci fermiamo sulla Luna, ma quando sarà dovremo essere pronti. Certo queste cose dipendono da una volontà politica, dalla collaborazione che nascerà”. Ha detto oggi Battiston, facendo un chiaro paragone con la Stazione spaziale internazionale. “La ISS – ha detto – è nata in questo modo. I Paesi che l’hanno resa possibile:  l’Unione sovietica e gli Stati Uniti, non erano propriamente amici quando iniziarono a parlare di una collaborazione partendo dalla Mir e puntando alla Iss”. “Marte – conclude il presidente dell’Asi- sarà una stazione spaziale internazionale ad una potenza. Per pensare di arrivare sul pianeta rosso, restarci e tornare indietro ci vuole una capacità programmatica e di investimento significativa: almeno dieci volte quanto investito sulla Stazione Spaziale Internazionale”. Da un punto di vista tecnologico la sfida marziana sarà rappresentata, viste le distanze, da tecnologie in grado di “auto ripararsi” come il corpo umano.