, SPACE ECONOMY

Sistemi di navigazione per le auto a guida autonoma, aerofotografia per la previsione delle voragini stradali, realtà aumentata per l’addestramento del personale di soccorso. E poi geodati per una mappatura più precisa del territorio e droni e laser-scanner per il monitoraggio e la manutenzione di strutture, edifici storici e siti archeologici. Sono questi solo alcuni dei temi al centro di “Technology for All 2018”, il forum dedicato all’innovazione tecnologica per il territorio e l’ambiente, i beni culturali e le smart city.  Organizzato da MediaGeo e giunto alla sua quinta edizione, l’evento si è aperto oggi a Roma, presso l’Istituto Superiore Antincendi del Corpo dei Vigili del Fuoco. Numerosi gli interventi istituzionali nel corso della conferenza inaugurale sul tema “Nuove tecnologie per il monitoraggio e la sicurezza delle infrastrutture e del territorio”.

L’assessore Roma Semplice di Roma capitale, Flavia Marzano, ha sottolineato come “le tecnologie sono fondamentali per rendere un territorio realmente smart, che per me significa sostenibile, mobile, accessibile, resiliente,‎ trasparente. La tecnologia deve davvero essere per tutti, come ricorda il titolo di questo convegno, non solo perché deve essere trasparente, ma anche e soprattutto perché deve essere accessibile a tutti per facilitare la vita a tutti”.

Per Pasquale Maglione, membro della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, “questo evento rappresenta un momento di confronto fondamentale tra le conoscenze accademiche, che nel campo della geomatica sono avanzatissime, ‎e le necessità reali degli operatori”. Maglione ha ricordato come, solo per fare un esempio, in agricoltura le conoscenze e tecnologie disponibili siano ancora sfruttate in modo marginale, mentre potrebbero fornire un contributo enorme per migliorare la produttività agricola e la sostenibilità di queste attività.

Il capo della segreteria tecnica del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Dimitri Dello Buono, ha puntato l’attenzione sulla necessità che i diversi Enti facciano sistema in modo strutturato e sistematico per garantire la sicurezza delle infrastrutture del territorio. In particolare, ha commentato, “è fondamentale la condivisione dei dati in mano alle diverse amministrazioni. Solo in questo modo è possibile elaborare i dati, integrarli per avere informazioni davvero utili e quindi conoscenza. Con questo in mente abbiamo scritto il decreto Genova”.

Di integrazione delle tecnologie ha parlato invece Massimo Comparini, responsabile geoinformazione di Leonardo/Telespazio e amministratore delegato di e-GEOS: “Le tecnologie spaziali sono essenziali per Il monitoraggio delle infrastrutture. Le tecniche di interferometria radar, in cui l’Italia è leader grazie alla costellazione Cosmo-SkyMed, consentono di seguire nel tempo scostamenti millimetrici del terreno. I satelliti non permettono ancora un monitoraggio real-time, ma mediante la fusione, attraverso tecniche di big data analytics, con i dati di sensori in situ e da drone, si possono estrarre le informazioni rilevanti al momento giusto, ovvero prima di fenomeni critici, e nei tempi più rapidi possibili. Si può attuare un monitoraggio dinamico durante il ciclo di vita delle infrastrutture e supportare la programmazione di interventi.”

Il sempre più intenso e proficuo impiego di droni nei soccorsi per le catastrofi naturali e le grandi emergenze è stato mostrato anche con l’ausilio di video dal direttore centrale per l’Emergenza dei VVF, Giuseppe Romano. In particolare è stata evidenziata l’intensa attività di volo svolta con sistemi a pilotaggio remoto in occasione di eventi catastrofici come il terremoto ad Amatrice, la valanga di Rigopiano e il recente crollo del Ponte Morandi a Genova.