, SPACE ECONOMY

Da domani, il telescopio più grande d’Europa avrà a disposizione un’antenna che permetterà di seguire le maggiori missioni di esplorazione interplanetaria, dalla Luna a Marte, fino allo spazio profondo. È un’infrastruttura italiana, il risultato di un’intensa collaborazione che ha coinvolto l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) e l’Università di Cagliari.

L’EVENTO IN SARDEGNA

Saranno attivate domani le attività dei servizi di comunicazione e navigazione della Sardinia deep space antenna (Sdsa), presso il sito del Sardinia Radio Telescope (Srt), il telescopio spaziale di San Basilio, in provincia di Cagliari, il più grande del Vecchio continente. L’evento chiuderà una due-giorni che ha riunito gli esperti e appassionati del settore in Sardegna, apertasi oggi con un seminario di approfondimento che ha visto la partecipazione di rappresentanti di Asi, Agenzia spaziale europea (Esa), Nasa e Inaf (che del radiotelescopio è responsabile).

IL RADIOTELESCOPIO PER LO SPAZIO PROFONDO

Costruito nel 2006, il Sardinia Radio Telescope è gestito dall’Inaf ed è stato realizzato con il contributo del Miur, della Regione Sardegna e dell’Asi. Tra le realtà che hanno contribuito alla sua realizzazione anche Vitrociset, l’azienda guidata da Paolo Solferino che vanta in Sardegna una presenza importante, testimoniata tra l’altro dai in sensori installati presso il Poligono Interforze di Salto di Quirra che hanno monitorato la caduta della Tiangong-1. Da domani, l’Srt potrà puntare la sua antenna (che già ha effettuato i necessari test) verso lo spazio, per seguire missioni che si preannunciano epocali, tra cui ExoMars 2020, il programma dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che porterà sul Pianeta rosso un rover in grado, per la prima volta, di perforare il suolo marziano fino a due metri. A fine 2017, il telescopio ha seguito il Gran finale di Cassini, la sonda che si è tuffata negli anelli di Saturno.

NEL NETWORK DELLA NASA

L’antenna del radiotelescopio, grande quasi quanto un campo da calcio, servirà però anche gli alleati americani. Proprio domani, sarà infatti firmato un accordo tra l’Asi e la Nasa (presenta a Cagliari con William Gerstenmaierassociate administrator per l’esplorazione umana), finalizzato a inserire le attività dell’Srt all’interno del Deep Space network statunitense, la rete di osservazione dello spazio profondo gestita del Jet Propulsion Laboratory (Jpl). L’infrastruttura è il risultato di “un colossale lavoro partito dall’Inaf e continuato per anni”, ha ricordato il presidente dell’Ageniza spaziale italiana (Asi) Roberto Battiston. “Stiamo investendo sul futuro: andremo su Marte con uomini e mezzi, torneremo sulla Luna; e questa antenna sarà fondamentale”, ha rimarcato il professore.

L’ACCORDO ASI-UNICA

Ma un altro accordo è stato firmato oggi, a testimonianza dei risultati che può produrre il “fare sistema”. L’Asi e l’Università di Cagliari, nelle persone di Battiston e del rettore Maria Del Zompo, hanno siglato un accordo di collaborazione che “chiude il cerchio”, ha spiegato il presidente dell’Inaf Nicolo D’Amico. “Asi, Istituto nazionale di astrofisica, Università di Cagliari e Regione Sardegna lavorano insieme per l’aerospazio; è una tradizione antica che oggi si consolida; sogniamo di vedere realizzato qui il telescopio per le onde gravitazionali, l’Einstein Telescope”, ha rimarcato D’amico, ricordando la recente creazione di un’unità di ricerca Asi proprio in Sardegna, presso l’Antenna che verrà attivata domani. “L’aerospazio per noi è una grande sfida – ha detto il rettore dell’UniCa Del Zompo – siamo pronti a fare la nostra parte grazie alla collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana, proseguendo sulla strada che abbiamo intrapreso insieme”.

LE PAROLE DI BATTISTON

Secondo il presidente dell’Asi, “poter utilizzare strutture come il Sardinia Radio Telescope grazie alle grandi competenze scientifiche formate dall’Università di Cagliari, concretizza oggi il lavoro di tanti anni” e permette di puntare “a tante applicazioni del Deep Space network”. Difatti, ha aggiunto Battiston, “dietro le nostre antenne c’è un mondo: occorre una capacità tecnologica impressionante”. Così, ha detto Battiston, “l’Italia investe sul futuro della ricerca; l’Asi ha aperto una sede in Sardegna esattamente per questo: questa giornata che abbiamo deciso di trascorrere all’Ateneo di Cagliari è una chiamata a tutti quelli che studiano queste realtà per partecipare al futuro”.