L’Asi a bordo dello SpaceShipTwo nel 2019

Di Michela Della Maggesa

In occasione della conferenza annuale sulle ricerche suborbitali, Virgin Galactic ha siglato una lettera d’intenti con l’Agenzia spaziale italiana per ricerche suborbitali da effettuarsi da parte di quest’ultima sullo SpaceShipTwo. La prima missione è in programma per il 2019 dallo Spaceport America, nel New Mexico. In particolare, durante il volo, Asi effettuerà ricerche scientifiche, esperimenti suborbitali e avrà a bordo un proprio specialista (payload specialist). La collaborazione, i cui dettagli scientifici e tecnologici verranno rilasciati in un secondo momento, comprende addestramento dello specialista, oltre che supporto pre-missione.  “Questo accordo – fa sapere in una nota Virgin Galactic – è un importante esempio di collaborazione tra agenzie governative e società commerciali per missioni di ricerca in campo suborbitale con equipaggio, che potrà aprire un nuovo mercato per l’addestramento degli astronauti commerciali”. L’Asi sarà la prima Agenzia spaziale (dopo la Nasa) ad assicurarsi un volo con lo SpaceShipTwo. Non si tratta del primo accordo tra Asi e Virgin. Un anno fa, Altec (partecipata Asi e Thales Alenia Space) aveva raggiunto un accordo con l’azienda aerospaziale americana per valutare uno spazioporto italiano da dove eseguire voli sperimentali suborbitali, addestramento di astronauti e piloti e turismo spaziale. L’accordo del 2016 includeva la realizzazione di uno spazioporto a partire da un aeroporto italiano esistente.  La collaborazione si baserà sull’utilizzo dello spazioplano riutilizzabile SpaceShipTwo e del suo velivolo vettore, il WhiteKnight Two.  “Lo spazio cambia rapidamente – ha detto Roberto Battiston, presidente Asi nel commentare il nuovo accordo con Virgin – e l’Agenzia spaziale italiana si sta preparando ai cambiamenti,  sviluppando e utilizzando nuove tecnologie. I voli suborbitali di Virgin ci daranno la possibilità di stare diversi minuti in microgravità, condizione ideale per sviluppare e testare payload come quelli che utilizzeremo dal 2021 su Space Rider, lo shuttle europeo riutilizzabile dell’Esa”. “I voli suborbitali serviranno non solo a far volare le persone  – ha aggiunto Battisotn -, ma anche ad ideare nuovi materiali e farmaci e a fare ricerche scientifiche”.