, SPACE ECONOMY

Sale a 55 il numero di satelliti Iridium Next realizzati da Thales Alenia Space e destinati a creare un sistema di telecomunicazioni avanzato e a copertura globale. L’obiettivo del programma è offrire assistenza in condizioni molto difficili, come in aree isolate, disastri naturali o conflitti.

IL LANCIO CON SPACEX

Il sesto gruppo di satelliti (cinque) è stato lanciato con successo dalla base californiana di Vandenberg, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX. La compagnia di Elon Musk ha utilizzato il primo stadio che aveva già effettuato lanciato da Cape Canaveral, lo scorso gennaio, il misterioso Zuma, terminato con un total loss nonostante in molti sospettano tutt’ora che il fallimento sia una copertura per un satellite spia su cui, anche prima del lancio, si sapeva ben poco. A bordo del razzo di SpaceX c’erano per questo volo anche due satelliti Grace-Fo, parte del programma congiunto tra Nasa e il Centro tedesco di geoscienze che eredita la missione Grace. Il loro compito sarà monitorare le acque in movimento, al fine di avere una visione più chiara dell’evoluzione del clima.

IL SUCCESSO DI THALES ALENIA SPACE

Per la joint venture tra la francese Thales (67%) e l’italiana Leonardo (33%), il sesto lancio del programma Iridium Next conferma le competenze dimostrate in qualità di prime contractor di sistemi di comunicazioni satellitare così sofisticati (SatCom). “Ora, sono 55 i satelliti in orbit,a e le prestazioni superano le aspettative” ha detto Denis Allard, Iridium Next vice president per Thales Alenia Space. “I prossimi due gruppi di dieci satelliti Iridium Next sono già pronti in previsione del settimo e dell’ottavo lancio – ha aggiunto – tutto procede nella giusta direzione per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero lanciare tutti i 75 satelliti Iridium Next ad orbita terrestre bassa nel 2018”.

IL PROGRAMMA

Thales Alenia Space (che con la sorella Telespazio forma la Space Alliance) è prime contractor per il programma Iridium Next, responsabile della realizzazione, integrazione e validazione in orbita degli 81 satelliti, oltre che della definizione e validazione dell’intero sistema. I satelliti sono stati integrati in serie da Orbital ATK, sottocontraente dell’azienda franco-italiana, nel suo stabilimento produttivo di satelliti di Gilbert, in Arizona, sotto la supervisione in loco del team di Thales Alenia Space. Tutte le operazioni di lancio e messa in orbita (Leop), e di test in orbita (In Orbit Tests) sono state eseguite nel centro di controllo del Centro operativo di Leesburgh, in Virginia, dedicato al programma (Snoc). L’obiettivo della corposa costellazione (che arriverà a 66 satelliti interconnessi a un’altitudine di 780 km, con nove satelliti di riserva in orbita e sei altri satelliti di riserva a terra) è offrire connettività globale. “Questo sistema internazionale – spiega l’azienda – fornisce capacità senza pari nelle telecomunicazioni in movimento (individui, veicoli di terra, velivoli, navi) e assicura una copertura completa in tutto il mondo, inclusi gli oceani”. Con copertura globale e funzionamento indipendente Iridium Next fornisce difatti assistenza in condizioni molto difficili, come in aree isolate, durante disastri naturali o durante conflitti, per citarne alcuni. Completamente indipendente da qualsiasi network di terra, offre comunicazioni sicure, protette da intrusioni e hacking.